Please enter your username and email address. Get new password
Register Now
x

L’intervista a Music Radar

00

Prologo:
Nell’ottobre del 2009 fu il mese cruciale per Josh Klinghoffer. Compì trent’anni,si trasferì e terminò il suo disco di debutto con la sua band , Dot Hacker. “Mi sentii come se avessi portato a termine qualcosa ” dichiara. Nove giorni dopo il suo compleanno , iniziò a scrivere i brani con i Red Hot Chili Peppers, e quando l’annuncio venne più tardi fatto successivamente dopo esser divenuto membro ufficiale, la sua vita cambiò per sempre.
L’unico problema furono,i Dot Hacker, il quartetto che formò con i suoi amici Clint Walsh, Eric Gardner and Jonathan Hischke – tutti armati con un curriculum di tutto rispetto come turnisti o performer nei dischi di Gnarls Barkley, Charlotte Gainsbourg e Broken Bells – bisognava mettere tutto in attesa. “era solo una di queste cose ,” Klinghoffer dice. “è così che va la vita.”
Due anni e mezzo dopo il suo compltamento. , Dot Hacker il disco del battesimo, Inhibition, è pronto per l’uscita (1 maggio via Org Music). Klinghoffer ammette che la sua posizione come membro dei Rhcp porta alla band l’attenzione di milioni di fan attorno al globo. Ma la buona notizia è che non si tratta di un progetto per dar sfoggio alla vanità. La musica, , The music, una affascinante fusione tra avventurosi soundscapes e ritmi trasfigurati , guarniti dalla voce sognante di Klinghoffer, incrementa di senso e significato ad ogni ascolto.
MusicRadar si è seduto con Klinghoffer l’altro giorno a parlare delle registrazioni di Inhibition, tLe chitarre e l’attrezzatura che ha utilizzato, i suoi piani per la band e come si stà ambientando a vivere con i Red Hot Chili Peppers.
Inizio Intervista
Music:Vedendoti come il fondatore dei Dot Hacker nel 2008, e giusto pensare che avevii pensato di far diventar loro la tua band a tempo pieno, prima di entrare nei Chili Peppers?
Josh”Era così. Ho speso anni andando in tour con altre band come turnista. È come ho impiegato tutta la decade dai 20 anni in su. Il mio sogno è sempre stato quello di avere una band con miei amici, ma sembrava non capitare mai – sono rimasto in offerta di grandi tour con incredibili musicisti (ride)
“quindi tour dopo tour, ero in queste situazioni fantastiche, ma infondo rimanevo scontento tutto il tempo. Mi sentivo che dovevo smetterla con ciò che stavo facendo, concentrarmi a scrivere canzoni e mettere insieme una band a tempo pieno. Quando conobbi Clint Walsh, che era in tour assieme a me con Gnarls Barkley ,è allora che iniziammo a pensare alla band.

“attraverso Clint, conobbi Eric, e avevo conosciuto Jonathan precedentemente come bassista. . Tra noi quattro andava veramente bene, musicalmente e umanamente parlando. Ero orientato verso il progetto di un full time, ma le ragioni economiche non erano dalla nostra parte- tutti han bisogno di fare dei soldi. Non è che il fatto che tu decida “non voglio più far ciò da ora in avanti!” significa che tutti debbano vivere alle tue condizioni.
Noi iniziammo a registrare il disco, e quando Clint andò in tour con una grande artista francese ( Charlotte Gainsbourg nda ) . Noi ci sentimmo un po’ divisi per un piccolo periodo di tempo. E proprio allora Flea mi chiese di entrare nei Chili Peppers.

Music:E quindi tu hai avuto l’ingrato compito di dire ai ragazzi “la buona notizia è che sono in una band mainstream ora. La cattiva è, che i Dot Hacker avranno una gestazione più strana (del previsto)
Josh:“esatto, ma uno dei ragazzi aveva già una situazione simile prima della mia. C’era come nell’aria una sorta di “fanculo,tu hai mollato prima” nell’aria o ‘nà roba simile- in modo ovviamente scherzoso e fraterno. Una colpevolezza bizzarra girava . Tutti volevano far i Dot Hacker perchè erano una band formata da amici. Ma io amo i RHCP . Amo i ragazzi, e sono così fortunato ad essere in questa situazione

Music:Quando siete assieme come Dot Hacker, quali sono le vostre band di riferimento?

Josh:”Sempre apprezzo dire che musicalmente mi piacerebbe fare qualcosa in mezzo a Pan Sonic e Scott Walker. Ma non canto per nulla come Scott Walker (ride) Mi piace veramente l’elettronica in maniera varia, arrangiamenti lussureggianti e interessanti accordi strutturati, tutti ascoltiamo molta musica varia.
Ciò può portarci ovunque. Noi potremmo aver fatto questo disco e avrebbe potuto rimanere (invece) solo nelle nostre menti . Dunque son così lieto che sia potuto uscire , e devo ringraziare i ragazzi della Org per aver permesso ciò. Han fatto in modo che la band possa esistere, nonostante non siamo ancora realmente autosufficienti (da poter fare tour ecc…)

Penso che possiamo realizzare dell’ottima roba. Quando faremo un altro disco lo sentirò come un altro passo in avanti. Quest’album è come se avesse già 3 anni, e questo mi fa sentire come una band che non è stata capace di spendere abbastanza tempo come avremmo potuto.

Music:La qualità del tuo cantato colpisce non poco. È fragile e quasi dal suono spettrale. Sei a tuo agio a fare il frontman in una band?

Josh:”Sono sempre stato un cantante nelle mie convinzioni. Stare lì davanti è un qualcosa che non avevo mai fatto perchè ho sempre svolto altri ruoli. È sempre stato qualcosa che volevo fare, e più lo faccio e tanto più mi vien da farlo con molta naturalezza. Sono sempre stato un po’ timido e riservato. Suonando con entrambe le band (RHCP e DH) mi ha dato assai confidenza a riguardo
Music:che mi sai dire del tuo modo di comporre e di realizzare demo? Come passa una tua demo a divenire ciò che poi diventa l’attuale registrazione?
“Josh:Scrivo un sacco di materiale e di demo, suonando per esse, mutano. Mi piacerebbe dire che molte demo diventan poi brani finiti. Alcuni brani son venuti fuori suonandoli assieme, altri da demo. Ma non facciamo demo per poi registrarle successivamente. Mi piacerebbe però- come cantante, più vivi con un qualcosa, e più di senti a tuo agio.

Music:Il brano Discotheque è inondato di elettronica. Con cosa l’ composta?
“Josh:tramite una Roland TR-808 e il synth è… voglio dire è il Nord Lead. Probabilmente è qualche pad Nord Lead trattato con dei synth modulari. Il basso l’abbiamo suonato assieme– nel verso io, e Jonathan suona splendidamente la parte dopo.

Music:E invece che chitarre hai usato?

Josh:”la mia ’67 Telecaster Custom che ho in tour con i Chili Peppers. Era quella di John Frusciante ed è come se l’avessi ereditata da lui. Uso anche la mia Fender Starcaster, il nuovo Rickenbacker e la mia ’62 Jaguar nera.”
Music:La distorsione chitarristica in Order/Disorder è davvero potente. Ti piace usare vari effetti o preferisci mandare in overdrive il tuo amplificatore?
Josh:”solitamente vado ad amplificatore pulito – con il Silvertone Clint usa probabilmente qualche effetto in quel brano. L’ho fatto tramite il conundrum con i Chili Peppers – uso l’ overdrive e il pedale di distorsione ogni volta che voglio andare pulito e penso che suona molto meglio! (ride), quando provo a saltare di livello o cambiar tono, avverto come se non andasse bene. Non ho la sensazione di aver trovato il sound prefetto.
Music:Il brano Eye Opener è come un sogno. che delay usi e che riverbero?

Josh:”probabilmente l’ Electro-Harmonix Holy Grail , con il Boss DD-3 e il Boss DM-2.Non ricordo se c’è in questo pezzo. Ma mi piace trattare le chitarre con il MS-20 sintetizzatore Korg. Ci son un bel po’ di chitarre trattate (nel disco), anche se in maniera sottile.
Music:Il brano conclusivo, Puncture, ha un soundscape capolavoro. La band può riprodurlo live?
Josh:”si,si. Noi ci siam fatti audaci e apriamo con quello quando abbiamo suonato diversi anni fa. È molto divertente. . Clint riempie molto live con il sound della sua chitarra , ma c’è anche l’ Hammond B-3 qui e un altro paio di robe da tastiere. Ogni volta la facciamo in maniera diversa. Non vedo l’ora di suonarla live ancora, e spero di fare più di uno show a settimana.
Music: Guardando il calendario dei RHCP, che tipo di tour sarà possibile fare coi Dot Hacker ?
Josh:”I RHCP hanno una politica di due settimane intensive e due di pausa-per allontanarsi, tutti hanno famiglia. Quindi in teoria questa band potrebbe suonare in ognuno di tali break. Non abbiamo ancora nessun piano ora. Tutti hanno dei piccoli impegni un po’ la e un po’ qua. Ma alla prima occasione di poter far qualcosa, la faremo..”

Music:Parlando dei RHCP, tu senti ancora come “il nuovo membro” della band? È passato qualche anno da quando sei entrato

Josh:”Mi sentirò probabilmente sempre come il nuovo arrivato in certi punti di vista. Ma buona parte è sparita la sensazione per il modo in cui mi fanno sentire- e io mi ci sento- parte integrante della band al 100. Non mi sono mai sentito non ascoltato o non rispettato. Ma ci saranno sempre degli aspetti in cui mi dirò “ma che ca**o ci faccio io qui?” (ride)
“Penso che Chad probabilmente si sente ancora come fosse l’ultimo arrivato qualche volta . Perchè quando vai a paragonarti a quella grande amicizia e intesa che c’è tra gli altri due. È difficile non riconoscere quanto siano molto più fratelli e una famiglia loro. Allo stesso tempo sono molto “tutto inclusivi” (con noi). Veramente mi sento in questa band. E non vedo l’ora di suonare altra musica con i RHCP
“Anche col ritorno di John, loro avevano 10 anni di lavoro aggiuntivo assieme. Per me entrare , nonostante sono stato intorno alla loro orbita e ho suonato con loro,non puoi colmare il gap. Non puoi comparare 10 anni con una settimana- anche se ho pensato fosse ovvio, quando ho suonato per la prima volta con loro,che potesse funzionare e funziona. Ci siamo piaciuti e vogliamo vedere dove ciò può portarci.

Music:Qual’è la più grande lezione musicale che hai imparato suonando coi Chili Peppers?
Josh:”è stato come mettere in evidenza ed accentuare… l’essere libero e me stesso, non aver paura, andare on stage, posso fidarmi di me stesso più facilmente. Suonare brani con gente come Flea e Chad, che vanno incontro a ciò, l’essere me stesso- è la lezione che ho imparato .
“proprio come John Frusciante – non sarò mai lui. Non sarò mai un’altra persona. Posso solo essere me stesso, sperando che alla gente piaccia. Voglio dire,sono fan della band da quando avevo 10 anni, quindi è difficile sedersi e dire , ‘Tu stai suonando brani da Blood Sugar” Ma come ho detto, tu devi essere te stesso, suonare i brani come te stesso-è ciò che mi ricordo ogni volta che li suono con loro.
Music:C’è qualche brano dal repertorio dei Chili Peppers che stai ancora cercando di imparare?Non per suonarla come nel cd, ma per i tuoi standard ?
Josh:”si, attualmente– il brano Snow. È buffo. Perchè ricordo che ero in Inghilterra allo stesso momento in cui eran loro quando uscì stadium. Iniziammo a girare assieme, ero un po’ col complesso,e loro stavano iniziando a suonare qualcosa per la BBC. Loro iniziarono a suonare il brano e io ero lì a d esclamare “ACCIDENTI!”, non sarò mai in grado di suonarla e cantarne i cori. E ringrazio a Dio non lo dovrò mai fare! (ride)
“Ad oggi siamo in tour da più o meno sei mesi, e sai, siccome il brano fu una hit, un po’ di gente, e uno dei nostri manager specialmente ci dicevan tipo “dov’è quel brano?” e noi non la suonavamo solo perchè non l’ho ben focalizzata, non tanto per la parte di chitarra, ma la parte di chitarra e i cori allo stesso tempo- ti fa sentire molto come John.
Penso che potrei sedermi dinnanzi al mio stereo e suonarla 100 volte al giorno. Ma sai, quando è pronta, quando è naturale, succederà. L’ho suonata due volte anche oggi. Posso suonarla, ma c’è quella parte sincopata di coro e di chitarra allo stesso tempo. Che ha ancora bisogno di esercizio. Proprio perchè voglio renderla naturale. Per farla bene, devo sentir libertà.

0 thoughts on “L’intervista a Music Radar”

Leave a Reply