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Intervista di Grateful Web con Josh

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Nel 2012 Josh Klinghoffer è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame come nuovo membro dei Red Hot Chili Peppers, e come artista più giovane di sempre ad aver avuto quest’ onore. Quando lo storico chitarrista dei RHCP, John Frusciante, lasciò ufficialmente la band nel 2009, il turnista Josh Klinghoffer fu l’ovvio sostituto e procedettero a scrivere il decimo album studio della band: I’m With You. Oltre al lavoro con i RHCP e il vanto di aver fatto da turnista per artisti come Beck, Gnarls Barkley, e i Butthole Surfers, è il frontman dei Dot Hacker, una creazione che è davvero… e finalmente sua! Forse ha raccolto le sue briciole, trovando la sua strada, tra alcuni di questi veterani, ma il nuovo LP dei Dot Hacker, Inhibition, è probabilmente il suo più grande ed innovativo risultato fino ad oggi.

Josh ha trovato un po’ di tempo per fare una chiacchierata con Grateful Web prima del suo concerto coi RHCP a Montreal.

GW: Qui Dave Papuga con Grateful Web. Con me oggi c’è Josh Klinghoffer, chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, e frontman della band californiana, sperimentale rock and roll: i Dot Hacker. Come stai Josh?
JK: Abbastanza bene, tu?

GW: Piuttosto bene! Dunque, Josh, parlaci un po’ della formazione dei Dot Hacker. Tu, Clint Walsh ed Eric Gardner inizialmente cominciaste a suonare insieme come parte della band per il tour dei Gnarls Barkley?
JK: Sì, più o meno… Clint Walsh ed io abbiamo suonato nel primo tour dei Gnarls Barkley, nel 2006, per il loro primo album, al quale io in realtà presi parte a metà strada, visto che il tour era iniziato da un paio di mesi, rimpiazzando il tastierista. Quindi io e Clint abbiamo fatto quel tour insieme, e Clint conosceva Eric perché suonavano insieme in un paio di altri gruppi…credo i The Motels. Eric è stato in tour con i Gnarls Barkley, ma non fino al loro secondo album, e in quel periodo avevamo già inizialmente formato i Dot Hacker, e cominciato a suonare insieme, e Chris Vrenna, che era il batterista per i Gnarls, aveva lasciato il gruppo e io ne approfittai per coinvolgere Eric nei Gnarls Barkley. Quindi tre quarti dei Dot Hacker erano nei Gnarls Barkley a quel tempo, ma Eric si era unito solo nel secondo tour.

GW: E suonavi le tastiere per i Gnarls Barkley?
JK: Sì, ho suonato la chitarra in un paio di canzoni nel secondo tour, ma sì, principalmente ero il tastierista, e non sapevo a cosa stessi andando incontro quando acconsentii a fare da tastierista.

GW: In qualche modo ha funzionato.
JK: Già.

GW: Quindi l’album di debutto dei Dot Hacker, Inhibition, in realtà è stato registrato prima che ti unissi ai Red Hot Chili Peppers?
JK: Sì è stato finito e tutto, prima… Diciamo che avevo abbandonato l’idea di dedicare del tempo ai progetti di altre persone –come album e tour- non ero sicuro di come mi sarei mantenuto e cose così, ma ero determinato a concentrarmi sulle mie canzoni e solo sul mio scrivere. Ed è quello che ho fatto per il 2008 e il 2009, e con l’aiuto del nostro amico Adam Samuels, che è un ingegnere del suono fantastico, abbiamo registrato l’album, finito, mixato e fatto un lavoro di mastering a casa mia, sul tavolo della cucina, e in qualche modo abbiamo chiuso la porta nel mio trentesimo compleanno, che era il 3 Ottobre 2009, a quel punto era andata, e pensai “okay, non so se uscirà mai, e non so cosa accadrà a questa band ora che sto per unirmi ai Red Hot Chili Peppers, se non altro abbiamo fatto un album e ho questo da mostrare a me stesso.” E poi nove giorni dopo iniziai a suonare con i Chili Peppers, il 12 Ottobre.

GW: L’intervento al piede di Anthony Kiedis, e la conseguente posticipazione del tour dei RHCP ha creato l’opportunità per voi per rilasciare Inhibition?
JK: No, quello non ha avuto niente a che fare con l’intervento di Anthony o con quell’infortunio. Il mio buon, buon amico Steve McDonald, aveva lavorato alla Warner Brothers per un po’, ed è sempre stato un fan del disco; ed essendo un amico lo aiutò (il disco) a vedere qualsiasi tipo di luce potesse vedere. Era molto di supporto quando lo finimmo all’inizio, poi però scomparve per un po’, e con il processo di registrazione dei Chili Peppers terminato, e il rilascio vicinissimo, disse “forse dovremmo dare una seconda chance a quest’album dei Dot Hacker, vediamo se riusciamo a trovare qualcuno che lo pubblichi, perché una volta che inizi coi Chili Peppers non avrai più tempo per tornarci sopra.” Quindi ovviamente acconsentii. Il piano era di rilasciare l’album dei Dot Hacker, farlo uscire in modo che la band esistesse realmente, e non sembrasse un progetto secondario se avessimo avuto altri impegni in seguito. Jeff Bauer che lavorava alla WB ma anche alla ORG – ovviamente essendo un impiegato della WB capisce il mio impegno coi Chili Peppers – fu molto cauto con l’album. Gli piacque il disco dei Dot Hacker, e decise di pubblicarlo… E gli siamo tutti più che grati per questo perché rende realmente esistente la band, piuttosto che… L’album aveva ormai quasi tre anni, così quando ne faremo un altro nel futuro, sarà il secondo invece che il primo. Quindi l’infortunio di Anthony in realtà non ci ha dato il tempo per pubblicarlo, o qualsiasi cosa. Volevamo che uscisse prima di I’m With You, ma in qualche modo non ci siamo riusciti. E quando I’m With you fu pronto per uscire pensammo tutti che avremmo dovuto aspettare che uscisse, perché volevamo che il nostro album esistesse separatamente. Non volevamo che andasse avanti sulle spalle di I’m With you, o farlo uscire poco prima. Quindi si trattò solo di tempismo e pianificazione.

GW: Dunque, il tuo ruolo nei RHCP – sei in una delle band più affermate ed influenti di tutti i tempi… decadi di grande musica e album. Coi Dot Hacker stai formando una nuova band, fatta di musicisti affermati, ma il progetto è piuttosto nuovo sulle scene, ed è, di base, più un tuo progetto. Puoi parlarci com’è la chimica della composizione nei Dot Hacker comparata a quella dei RHCP?
JK: Direi che sono piuttosto simili, nel senso che sono entrambe band di quattro persone che sono molto dedicate a fare musica, che, sopra qualsiasi cosa, li ecciti. Entrambi Dot Hacker e Chili Peppers – entrambe le band fanno musica che vogliono davvero far uscire e che vogliono davvero condividere con altre persone. Anche il processo creativo in entrambi i gruppi è simile… qualsiasi idea va bene, nessuna porta è chiusa, qualsiasi cosa è incoraggiata. Tutti si sentono come se la propria opinione venisse ascoltata. L’unica differenza, e questa probabilmente va da sé, è che i due gruppi hanno livelli di notorietà differenti. I RHCP sono sulle scene da un po’ e questo porta con sé delle differenze. Sono più giovane di 20 anni degli altri componendi dei Chili Peppers… anche se la band non fosse stata famosa questa sarebbe già stata una differenza: essere in fasi diverse della nostra vita. La saggezza del processo creativo, non c’è una reale differenza. C’è differenza per me, perché in un gruppo canto e nell’altro no, ma i metodi sono più o meno i soliti.

GW: Quanto te, diventato parte dei Chili Peppers, durante la realizzazione del nuovo album, le tue idee sono state benvenute tanto quanto quelle degli altri componenti?
JK: Assolutamente. Le mie opinioni sono benvenute ed incoraggiate quanto quelle di chiunque altro. I Chili Peppers non stavano cercando di fare nessun tipo particolare di disco o un genere in particolare di musica,
eccetto per della musica – di nuovo, che gli piaccia. Quando John (Frusciante) rese ufficiale che non volesse tornare, tutti nella band, a proprio modo, dovettero chiedersi se questa band fosse qualcosa che vedessero protrarsi nel futuro, se volessero farlo ancora, se volessero tenere questa parte enorme della loro vita – e la risposta fu “sì.” Anthony e Flea fanno questo da quando sono dei ragazzini… Credo che sia stato un compito difficile per loro trovare qualcuno con cui avessero una relazione abbastanza profonda da poter mandare avanti questa cosa… Ed è scioccante per me, e sono molto grato che quella persona sia io. Non mi sciocca perché so chi sono, ma è semplicemente sbalorditivo come la vita mi abbia messo in una posizione dove io fossi loro abbastanza vicino da essere li per fare parte della band.

GW: Eri proprio sotto i loro nasi. Sei stato in tour con loro durante la seconda parte di Stadium Arcadium come secondo chitarrista, giusto?
JK: Sì.

GW: Nella tua carriera sei stato in tour con Beck, PJ Harvey, i The Butthole Surfers, i RHCP. Hai suonato in tour e posti molto grandi. Pensi di ricercare in futuro l’intimità del suonare in posti più piccoli coi Dot Hacker?
JK: Sì, però non è necessariamente solo la dimensione del posto dove suoni che cerco, c’è di più… Voglio dire, aspetto con impazienza qualsiasi occasione coi Dot Hacker, e i Chili Peppers. Sono stato molto fortunato, e sono stato molto bravo a trovarmi in situazioni che mi procurino esattamente quello che voglio… Sono le persone che si vogliono bene suonando la musica insieme che importano, sia che siano stage della dimensione dei Chili Peppers sia di quella dei Dot Hacker, quindi è più o meno la stessa cosa. L’unica differenza è la logistica. A volte posso essere accusato di guardare a stento il pubblico, sia che sia un grande festival o il Troubadour, davvero, non importa.

GW: Finchè fai musica…

GW: Tra il tuo progetto a tutto tondo coi Dot Hacker e i RHCP, hai altri progetti secondari in questo momento?
JK: Scrivo sempre e lavoro sempre su qualcosa, ma la mia programmazione e il mio tempo sono piuttosto limitati in questo momento, quindi nessun progetto da menzionare. Scrivo sempre musica, punto. Se sento che si adattano meglio alla mia voce potrebbero diventare una canzone dei Dot Hacker. O se mi aspetto Anthony cantarci sopra, allora potrebbero andare ai Chili Peppers. Più o meno scrivo sempre. Di nuovo, sono fortunato da avere due band che amo. Vorrei avere più progetti da citare, ma non ho semplicemente tempo in questo momento.

GW: Qualche piano futuro per un tour dei Dot Hacker?
JK: Sì, sicuramente. Il tour dei Chili Peppers è quasi tutto programmato, so più o meno dove andrò per tutto il prossimo anno e mezzo. E poiché ognuno ha una famiglia a casa l’abbiamo programmato per avere delle pause abbastanza lunghe…Tipo due settimane di lavoro, due settimane di pausa, due settimane sul palco, due settimane giù… E’ un’organizzazione eccezionale, e quando sei una band così famosa, puoi permetterti di farlo, credo. Quindi durante alcune delle prossime pause, ci saranno degli show dei Dot Hacker, non ho problemi ad andare dalla mia ultima tappa coi RHCP direttamente alla prossima coi Dot Hacker e suonare tutti i giorni della pausa, e poi suonare coi Chili Peppers proprio la notte dopo.

Traduzione: Elsa Annunziata
Credits: Grateful Web

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