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Intervista a Josh per ARTISTdirect.com

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Il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers ,Josh Klinghoffer Clint Walsh [guitars, synthesizers, programming], Eric Gardner [drums], and Jonathan Hischke [bass] evocano melodie luccicanti nel mezzo di una cascata di dissonanze e distorsioni sognanti . Dando per scontato le le vocals in aggiunta alle parti di piano e chitarra , Klinghoffer conduce on destrezza 10 tracce che porteranno l’ascoltatore nel miglior percorso immaginabile.C’è una elegante tensione tra i brani e questo tira e molla che si dimostra affascinante- Uno dei migliori debutti dell’anno oltre che viaggio gratificante.

Klinghoffer ci ha messo il meglio, “la gente può comprenderlo,ma esso non è equiparabile tra le sonorità più comuni

In questa esclusiva intervista con l’editore di ARTISTdirect.com , Rick Florino, Josh Klinghoffer guida infondo al disco dei Dot Hacker “Inhibition”. In aggiunta, ci parla anche dicosa lo aspetta per il prossimo disco dei Chili Peppers , oltre che a libri, film e altro .
D:Come ti sei approcciato a Inhibition?

R: con la natura di un processo di registrazione e persone che erano in città e fuori, iniziammo con una manciata di brani che realizzammo in presa live. Ce n’erano tipo 7 o 8, e le altre sono state create dopo., Non ho mai realmente avuto la concezione di come il disco precedesse in senso pieno,”Inhibition” era solo uno degli ultimi brani registrati. L’idea era stata sempre quella di avere una band con queste persone attorno e comporre un disco e altri .

D:Ti muovi verso la musica con una prospettiva cinematografica /visiva?

R: si molte volte,sono aspetti che per me si fondono. La componente visuale e quella sonora. Se arrivo con una progressione di accordi o sento una melodia, posso avere facilmente una fotografia di dove vorrei essere a sentire quella melodia. Quindi, mi oriento per le canzoni che vorrei incontrare in quella visione .

D:qual è la storia dietro “Order/Disorder”?

R: quella canzone è nata come un esercizio rock mentre componevamo. L’ho scritta io abbastanza facilmente. È un brano veramente divertente da suonare . Jonathan sese molto tempo per creare questa incredibile parte sincopata di basso nel chorus, e lui colpisce uno dei pedali e ciò da questa sonorità di sfondo del basso. Ci sono tutte queste sottigliezze che la fanno sembrare una sorta di anthem Rock. Pensavo ai Television quando ho scritto quel riff durante le prove. La scrivemmo in una situazione difficile. A livello di testi,Mi piace giocare con le parole . Mi piacciono i giochi di parole, le dicotomie , e i contrasti. È un po’ un qualcosa di nuovo per me essere lo scrittore dei testi e il cantante di una band. Un bel po’ dei testi sono su cose che sembrano abbastanza ordinati, ma in realtà finiscono ad essere dei disordini.

D:il tuo modo di suonare mostra un accostamento.

R: con ogni cosa in vita, questo è ciò che voglio evidenziare. Quando arriva il momento di scrivere testi, suonare un qualsiasi stile di musica, conversazione, film che mi piacciono, o dipinti che apprezzo, adoro le cose che evidenziano caos e qualcosa di differente che accade nello stesso tempo o nello stesso posto .

D:Da dove arriva “Quotes” ?

Quella è una prograssione di accordi che avevo (in mente) da un sacco di tempo. Ho iniziato a suonarla al primo giorno che ci siamo messi a registrare e suonare. Quella sorta di suono d’allarme a metà rappresenta una delle cose che mi avverte quando stiamo finendo gli arrangiamenti e le canzoni. Non vorrei mai arrivare a ciò. Gli altri ragazzi sono tipo in “abbiamo bisogno di una pausa!” ed è questo che amo di arrangiare i pezzi con altre persone. Loro possono farlo in un altro momento. A livello testuale, quel brano si riferisce alle povere parole che non han mai un significato di esistere al di fuori della gente che le infila nelle citazioni. Non ricevono il loro giusto peso.

D:cosa mi dici riguardante “Puncture”?

R: per me , è come un bel brano dal ritornello ciclico. C’era una canzone originalmente chiamata “Rewire” che noi mettemmo alla fine della nostra prima versione del disco che aveva 12 brani. (Poi) noi optammo per 10 brani, mi piaceva di più . “Puncture”sembrava come fosse la più vicina, sarebbe potuto essere il penultimo brano. Sarebbe continuare per altri 20 minuti, ed era più o meno lunga così nella versione delle prove (ride)

D:Cosa incrementa la tua visione estetica delle cose?

R: provo a leggere più che posso. A volte prendo abbandono un libro e non lo riprendo per un po’. Solitamente ho troppi libri per leggerli uno alla volte (ride). Guardo un sacco di film. (le ispirazioni) possono giungere su ogni cosa che faccia partire il tuo cervello- persino il guardar la gente per strada.
D: che autore o libro hai ripreso?
R: mi ha fatto pensare molto questo libro chiamato “ The Elementary Particles”che ho letto tempo fa. È scritto da un autore francese chiamato Michel Houellebecq. Ho lettoassai nonfitcion e libri politici del periodo degli anni 60. “Kennedy e Nixon: The Rivalry That Shaped Postwar America” è il libro che sto leggendo adesso. Apprezzo Fernando Pessoa. È uno scrittore portoghese che ha scritto un sacco di pensieri interessanti. Narrava di diversi personaggi nelle sue storie. Ti portava a metà del libro e cambiava le varie personalità. Ho letto questo libro chiamato “The Book of Disquiet” che è ricco di interessanti ragionamenti ed immagini evocative.

D: hai composto similmente i testi e scritto le parti di chitarra ?

R: dipende. Ho scritto molto al piano in un secondo momento. Negli ultimi anni, ho provato a oscillare tra la chitarra e il piano magari per la stessa ideam. Qualsiasi strumento sto suonando o il semplice beat di batteria, è suonare per strutturare il suono. La cosa più difficile per me è riuscire ad esprimere tutte le parole che ho scritto in cumulo nel notebook che ho e usarle per “vestire” coerentemente la melodia sopra la progressione di accordi . Ciò richiede assai lavoro

D: sembra che la musica dei Dot Hacker sia stata registrata così come l’emozione o un istante siano venuti a bussare (a te)

R:Assolutamente! E mi fa molto felice sentire una cosa del genere perchè è vero. Certi brani sono stati scritti a livello testuale dopo che la band aveva finito le parti strumentali. Quello che mi interessava era vivere un po’ con la musica, e dopo tutto ha avuto un senso. Spero che si incontrino, e suonano come ne avessero uno (di senso)

D:Come è diverso comporrre per i Dot Hacker dallo scrivere coi Red Hot Chili Peppers? Son due mentalità differenti?
R:Non posso dirti se sono due mentalità differenti perchè solitamente è come se iniziassi sempre un progetto senza sapere come sarà il risultato finale. Nella mia piccola esperienza ho registrato con i RHCP- che è una delle due situazioni. Si riduce a ciò che vorrei cantare e cosa penso che gli altri potrebbero farlo al posto mio. Anthony Kiedis (in questo) è uno dei migliori che io abbia mai visto. Può arrivare con qualche risultato in maniera molto veloce. Il suo istinto è veramente azzeccato. Se c’è qualcosa a cui sto lavorando o suonando a casa, cantarlo è un buon inizio, ma non necessariamente sento che sia importante definir subito la linea vocale di esso. Se c’è quancosa che potrebbe rendere meglio con la mia voce o in senso melodico, solitamente lo tengo per me. È una buona strategia perchè io e lui abbiamo due modi di cantare assai diversi.

D:”Monarchy of Roses” veramente si distingue da I’m With You. Quale storia si cela dietro ad essa?

R:Flea e io stavamo chiacchierando un giorno e ci dicevamo, ” sarebbe figo avere un mix di qualcosa alla Black Sabbath e componenti da Disco!” quella fu l’unico momento in cui realmente concettualizzammo un brano così. La prima volta che io andai a casa di Flea , quando avevamo concordato l’idea di farmi entrare nella band, noi facemmo qualcosa di simile come fosse una avventura. Quando scrivemmo la canzone, io ricercai nella mia memoria e ripresi quello stesso riff

D:Gli shows di I’m With You mostrano anche una serie di differenze su tutta la linea
R:Nonostante fosse il mio primo disco con loro, penso che bruciammo le tappe in poco tempo, creammo una connessione e un gran disco giusto per saltar nell’avventura. Veramente attendo il futuro per il prossimo perchè, avendo fatto un anno e più di tour, son molto più focalizzato sulla chitarra. Mentre quando componevamo, c’era molta roba fatta col piano e tanti effetti di chitarra, la mia intenzione sarebbe quella di fare più lavoro di chitarra a livello del prossimo disco

D:Hai suonato molto il piano?
R:Adoravo suonarlo fino a poco tempo fa, non so perchè. La mia abilita al pianoforte non è chissà che grandissima, sono limitato. Posso beccare accordi strampalati, se sento una nota , devo trovarla, non ho nessuna regola da seguire. Con la chitarra mi sento un po’ più sicuro di me quindi posso darmi a questo stile.


D:Se Inhibition fosse un film, quale potrebbe essere?

R:Bhè, ho visto il nuovo film di Terrence Malick “L’albero della vita” al teatro l’ho amato. E ho cercato di comparar ogni cosa ad esso. Non sono sicuro se sia corretto equiparare un disco ad un film in maniera specifica, comunque, le inquadrature,il ritmo, la trasparenza di questo film- quanto riesca a rendere lo spettatore la sensazione di vedere tante cose e di lasciarlo prendere ogni cosa che esso voglia da ciò- spero che sia come qualcuno possa vedere questo mio disco o ogni cosa che io creo. “L’albero della vita”è uscito assai in ritardo , quindi cerco di vederlo ogni volta ne ho la possibilità.

D:Hai già iniziato a comporre il nuovo disco dei Dot Hacker ?

R:Ho sempre da fare un sacco di cose. Ho lasciato queste (idee) in un posto dove già mi sento eccitato a sentirle tramite demo. Non le finirò finchè gli altri della band non saranno accanto a me. Ho un botto di cose a bollire in pentola.


D:Quali artisti ti han realmente plasmato?

R:Neil Young è il tipo di artista che ho sempre adorato. Quando ero giovane, Mi piacevano i Nirvana ae band simili, ho visto i Pulp, e restano una band che vorrei ascoltare . Ho usato tanto del mio tempo per tornare in dietro negli anni e sentire gente come Bob Dylan e Leonard Cohen. (mentre) i Guns N’ Roses sono una band che ascolto da quando ero ragazzino e di cui sono ancora innamorato .

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