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Intervista a Josh di zimbio.com

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Il frontman dei Dot Hacker ,Josh Klinghodder non è realmente sicuro di come lui celebrerà l’uscita del disco di debutto della sua band, chiamato: Inhibition: “Mh, probabilmente non farò niente. Sarà un festeggiamento pacato, magari… dove sarò il primo maggio?”

Klinghoffer chiamato durante una data del tour a Toronto per parlare della genesi della band, le sue paure da frontma, i suoi infortuni sostenuti nel nome del Rock

Zimbio:i Dot Hacker sono un gruppo di musicisti estremamente talentuosi conosciuti più per aver suonato con gente assai famosa, come vi siete conosciuti a vicenda?
Josh Klinghoffer:incontrai Clint, l’altro Giutar Player, quando andammo in tour assieme con Gnarls Barkley nel 06, e improvvisamente diventammo veramente ottimi amici e parlammo di come avremmo sempre voluto una band- lui ne aveva avuta una, io mai, così parlammo della possibilità di farne una assieme, se avessimo potuto farlo. Incontrai Eric attraveso lui, e io presentai Jonathan che avevo conosciuto quando ero in tour con gli Hella, tornando dalla California, ho conosciuto questi ragazzi per tanto tempo. Eravamo pronti a giiocarcela assieme e lavorare istantaneamente.

Zimbio:Quest’album è stato completato dal 2009 , ma solo ora è dato alle stampe. Perchè questo ritardo? Non avete mai considerato la possibilità di autoprodurvi?

JK: inizialmente, la gente è iniziata ad ad andare altrove, facendo i propri tour di qua e di la a supporto di se stessi, e poi mi è stato chiesto di entrare nei RHCP , e questo ha portato fuori me dall’equazione, era una situazione all’impasse, e noi eravamo sempre speranzosi di tenerla viva, cercando qualcuno che facesse uscire il tutto, penso che non fossimo molto preventivati a tal situazione… è abbastanza difficile trovar qualcuno che ti faccia uscire un disco per una band che è impossibilitata a fare un tour o di promuovere il materiale in qualche modo.
Inattivo per questo tempo, finchè il mio buon amico Steve McDonald che suona nei Red Cross e OFF!, era una sorta di collaboratore dalla Warner, e prima che uscisse il disco dei Peppers, venne e vidi in lui una sorta di ultima possibilità prima che uscisse quello dei RHCP, lui aveva suonato con Jeff Bauer che lavora con la Warner ma anche con la ORG, la sua etichetta. A lui piacque molto come idea, ovviamente, lui lavora per la Warner quindi lui era abbastanza pratico degli obblighi contrattuali che avevo con la mia etichetta , era bravo con queste cose e a dare quindi alla band una esistenza. Non c’è realmente assai aspettativa per la band adesso per una ragione di tempo, ma fortunatamente in futuro quando il tour permetterà sarà diverso, il disco l’abbiamo , quindi la gente sa che è qui, presto potremo fare uscire un secondo disco. Sono realmente grato a Jeff per tutto ciò.
Quando eravamo nel periodo del ritardo, noi provammo a farlo uscire prima di quello dei RHCP, ma tra una cosa e l’altra non successe… noi pensammo che probabilmente fosse meglio così.
Zimbio:avete qualche progetto per partire in tour? C’è tempo materiale e spazio per tutto questo?
Jk : c’è. Non c’è ancora niente di pianificato al momento ma il tour dei Peppers è strutturato in maniera abbastanza solida. Sono abbastanza certo che dove sarò per il prossimo anno e così via,perchè tutti nella band ha famiglia. Il nostro programma è abbastanza sistemato, 2 settimane di tour e 2 settimane di pausa , quindi posso potenzialmente infilare gli show dei Dot Hacker in qualsiasi periodo di pausa. Sono sicuro che ci sarà a qualche punto. E sono sicuro che questa estate faremo un po’ di roba. Veramente in ogni momento possibile, ci piacerebbe farlo.

Zimbio:Ho parlato con un po’ di polistrumentisti molto conosciuti per i loro lavori con altre band che han detto che la perfezione gioca un gran ruolo nel mantenere la loro ricerca individuale nei propri progetti paralleli. Vale anche per te?
JK:immagino di si, in tal modo, penso a me stesso come un imperfetto quando arriva il momento di come (mi vedo) come musicista. Non sono molto perfezionista, cerco solo di essere nel momento e lasciarmi andare , ma penso che suonare con gente che rispetti e ammiri possa essere visto… è come se io avessi una mia bannd ma ciò non fosse mia , suonavo in questi posti enormi con gente con cui andavo in tour , e immaginavo che ci fosse un po’ di timore nelle aspettative che mettevo in me stesso. Come, per qualcuno che salta sopra al primo posto e inizia una band.
Mi sento come se fossi comparato alle cose che facevo , e le cersone con cui suonavo e pensavo , mh, sai “è all’altezza?” , è il tipo di timore che ho sempre avuto, sentirmi comparato con qualcuno delle persone con cui ho suonato . Alla fine , è ridicolo, non puoi far questo.
Anche, cantare ed essere il frontman di una band è unn qualcosa che non avevo mai fatto, quindi se non ero preparato a prendere questa possibilità, non sarebbe mai accaduto.

Zimbio: Inhibition è stata la tua prima apparizione dietro al microfono. Ti sei sempre sentito a tuo agio di fronte ad esso?
Si adoro cantare e la mia voce, come suona. E ho sempre odiato il doverla risentire, ma adoro cantare e amo fare musica con la mia voce. C’è sempre questa sorta di dualismo.
È stato qualcosa per il quale non ho speso assai tempo ad imparare, l’ho solo fatto. Non ho realmente concentrato molta energia in passato a ciò, e ora sono solo imbarazzato nel comunicare le idee- voglio dire, adoro farlo, devo solo lavorarci su e diventare più spigliato in questo. Non so molto del mestiere in se, di come la voce si fonda poi coi testi, o l’essere il frontmann di una band, penso sia più o meno lo stesso.
Ma la mia naturalezza ha avuto un salto considerevole negli ultimi due anni da quando ho finito il disco e sono andato in tour con i Chili Peppers, sia riguardante la mia voce che il resto.

Zimbio: hai mollato le scuole superiori per inseguire la tua passione per la musica. Hai mai considerato di tornare in dietro sui tuoi passi?
JK : no,mai davvero. Adoro l’educazione e adoro imparare, e c’è una parte di me che davvero desidererebbe una carriera scolastica e andare al college, ma la scuola pubblica in L.A non mi dava stimoli e non sentivo che ci fosse per me qualche possibilità di trovarla in qualche modo perchè era tutto molto oppressivo per me. Così come prendere lezioni musicali, non ne ho mai realmente prese. Qualche lezione di batteria quando ero un ragazzino ma non volevo sapere dove iniziare. Mi piace come idea ma mi sembra come una specie di montagna che mi scoraggia scalare. Mi piace l’idea, magari un giorno lo farò, sono immerso nei sintetizzatori e li suono in giro con cotruzioni e cercando di imparare a manipolare suoni elettronici e robe così, e sembra un po’ intellettuale per me. Quindi sto imparando la teoria della musica ed esercitando il mio cervello in questa maniera.
Flea è tornato alla scuola musicale in questi ultimi anni e ne ha ricavato dell’ottimo studio del pianoforte e cose così. E mi piacerebbe fare così, ma non mi sembra che io abbia il tempo ora o lo spazio nel cervello.
Zimbio: ho letto che i tui genitori non erano d’accordo con la tua decisione di lasciare la scuola. Si sono mai sentiti (successivamente) come “mi dispiace, avevi ragione”?
Non so se userebbero queste parole, ma sai, comprendo le loro paure. Cioè al tempo, la scuola sembrava la via più semplice di darti una stabilità nella vita di un ragazzo. Penso, ma dal mio punto di vista nel periodo , lasciare la scuola era semplicemente perchè era un qualcosa non adatto a me, e non mi sono mai sentito come se fosse qualcosa che mi aiutasse, e se i miei genitori avessero impiegato più energia e tempo a comprender questo, avrebbero capito che c’era più possibilità ad esplorare l’educazione in altre modalità, ma non lo fecero. Così probabilmente la fiducia nelle proprie convinzioni e il desiderio di aver ragione ai tempi ebbero la meglio (sul resto), su ciò che volevo fare, e sul fatto che non piacesse loro.
Al tempo presi più o meno una decisione, doveva succedere più o meno, dovevo andare avanti , non importava che costo avesse. Quindi essere contro di me per il fatto che lasciassi la scuola mi metteva nelle condizioni di capire che poi avrei dovuto agire completamente con le mie forze. E loro ora sono sicuramente fieri di me. Loro sono sempre stati orgogliosi di me e della mia attitudine.

Zimbio:Ti ho visto suonare con Slash e un sacco di gente famosa nella cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame il mese scorso. Che aria tirava, specialmente per quello strano comunicato di Axl Rose?
L’aria nella stanza della cerimonia era bizzarra. Ed è andata avanti a lungo. Non andammo onstage prima de dell’una meno un quarto del mattino, quindi tutti erano un po’ stanchi e si sentivano come se avessero assistito a due matrimoni e un funerale. A quel punto siamo andati in jam con “Higher Ground” con Slash e penso che ognuno era pronto a lasciarsi andare e divertirsi. Non ho parlato molto con Slash, nonostante lui fosse il mio chitarrista preferito quando ero giovane, è stato molto divertente

Zimbio: Okay, una domanda divertente a titolo generale: qual’è il primo disco che comprasti?
JK: Non lo so, perchè mio padre aveva un sacco di dischi in giro. Dovrebbe essere tipo Appetite for Destruction. Oppure Help! Dei Beatles. Probabilmente fu il primo che andai a comprare al negozio
Zimbio: Primo concerto?
JK:i Metallica alLA Colosseum. Quello fu il primo concerto in cui chiedemmo ai nostri genitori di portarci. Andai a vedere anche i Beach Boys al Yankee Stadium , nella metà degli anni ’80
Zimbio: hai mai sofferto infortuni nel nome del rock ?
JK: oddio, sempre. Non so se mi hai mai visto suonare, ma è una cosa molto atletica. Devo ricordare a me stesso di stare attento, se io faccio un qualcosa di stupido potrei risentirne nello show successivo, e quello dopo, ed è un qualcosa che poi potrebbe coinvolgere tante persone. Ma si, ho fatto dei salti ridicoli e appoggiato male le ginocchia. Indosso delle ginocchiere sotto ai miei pantaloni. Stò sempre sanguinante e dolorante . Non penso che dovrei far simili salti on stage, perchè solitamente nelle situazioni in cui suono, non sono cose per cui la gente viene a vedere, così se salto sul palco la gente portebbe dirmi “ma che stai combinando?”

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